CONSULENZA LEGALE PER TUTTI I CALCIATORI CHE FANNO PARTE DI SOCIETA' PROFESSIONISTICHE O DILETTANTISTICHE OPPURE PER I CALCIATORI IN CERCA DI SQUADRA E PER TUTTE LE SOCIETA' PROFESSIONISTICHE E DILETTANTISTICHE. CALCIATORI: Per tutti coloro che non sono ancora seguiti da Procuratori oppure che per svariati motivi vogliono cambiare Procuratore, possono inviarci un messaggio in privato lasciandoci tra l'altro il numero di telefono (di uno dei genitori se minorenni) e sarete ricontattati, oppure chiamarci ad uno dei numeri riportati nella sezione "informazioni". SOCIETA' SPORTIVE La figura del Procuratore è fondamentale nel calcio di oggi, per intrattenere i rapporti con le società, con gli sponsor e per cercare sempre di migliorare la posizione dei propri assistiti. Se siete alla ricerca di calciatori con determinate caratteristiche per completare l'organico abbiamo sicuramente la soluzione che fa per Voi. Potete inviarci un messaggio in privato lasciandoci tra l'altro il numero di telefono e sarete ricontattati, oppure chiamarci ad uno dei numeri riportati nella sezione "informazioni". IL Procuratore nel calcio moderno è essenziale per le società come per i calciatori quindi affidarsi ad un'organizzazione seria e professionale come la nostra Vi permetterà di risolvere i problemi di organico con calciatori di qualità. ASSISTENZA LEGALE infine viene prestata a 360° sia agli atleti che alle Società (professionistiche e dilettantistiche)

 

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Fare il calciatore professionista è una delle ambizioni più popolari tra i giovanotti di molti paesi del nostro pazzo mondo. Il caso più eclatante è sicuramente il Brasile, in cui il sogno di 10 bambini su 10 è diventare attaccante di qualche squadra di calcio europea. Tutti questi bambini – per evidenti ragioni anagrafiche – non sono abituati a porsi troppi problemi relativamente alle proprie aspirazioni. E anche tu, caro lettore, quando incontri in via Montenapoleone a Milano Mario Rossi (nome di fantasia) sulla sua Ferrari XY10 (nome di fantasia) in compagnia di Raffaella Fico (nome di fantasia) inizi a fantasticare su quanto sarebbe migliore la tua vita se al volante di quella XY10 ci fossi tu, senza pensare come sia davvero la vita di Mario Rossi, lontano dai riflettori. Mario Rossi infatti non può fare una serie di cose che tu svolgi abitualmente nel quotidiano (o quasi) e che ti vado immediatamente ad elencare, sperando di interrompere l’ulcera invidiosa che ti sta divorando lo stomaco. Ecco le cose che i calciatori non possono fare. Andare in moto/motorino calciatori in moto Hai mai visto un calciatore famoso in moto? Non credo proprio. Le motociclette, come dice sempre tua madre, sono pericolose, e i calciatori non possono rischiare di farsi male mentre fanno le sgumme sul pavé. Praticare altri sport calciatori che praticano altri sport Stesso discorso delle motociclette. Se un calciatore si fa male mentre stava giocando con gli amici a baseball finisce in guai seri, la dirigenza si arrabbia e gli fa pagare una multa salata. Anche il calcio stesso è vietato, se praticato fuori dal contesto agonistico. Drogarsi calciatori e droga In questo caso ci sono addirittura due controindicazioni: la droga fa male alla salute, e i calciatori devono essere sempre in forma. In secondo luogo ci sono i test antidoping, quindi drogandosi metterebbero a rischio la carriera e danneggerebbero il club. Fare un mese consecutivo di vacanza calciatori in vacanza Le vacanze dei calciatori sono stabilite a seconda degli impegni di squadra. Quindi le tempistiche sono decise dalla società compatibilmente con il campionato, la nazionale, le amichevoli, i tornei estivi, la preparazione atletica, eccetera eccetera. Ingrassare a dismisura calciatori grassi Ad eccezione di casi particolari – come Antonio Cassano – un calciatore non è padrone della propria forma fisica. Un amico mi ha raccontato che un tale di sua conoscenza veniva multato dalla società 500€ per ogni mezzo chilo che ingrassava. Fare outing tifosi omofobi I calciatori non sono nemmeno liberi di esternare le proprie preferenze sessuali, perché i tifosi ignoranti, gli altri calciatori ignoranti e la gente ignorante potrebbero rendergli la vita difficile. Scegliere i propri vestiti sponsor calcio Nel mondo del calcio la questione dello sponsor è una faccenda piuttosto seria. Un calciatore non può scegliere con leggerezza il suo outfit per una serata, una scarpetta sbagliata potrebbe costargli molto caro. Licenziarsi calciatori che non possono licenziarsi Andare dal proprio capo sbattendo le porte e sbraitando come un maniaco per dare le dimissioni è un privilegio che i calciatori, nella maggior parte dei casi, non hanno. Esistono clausole di rescissione e altre beghe burocratiche che sostanzialmente servono per tenere in ostaggio i giocatori. Sei ancora invidioso di Mario Rossi?

 

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Come Diventare un Calciatore Professionista 3 Parti:Appassionarsi al Gioco Affrontare le Sfide Prepararsi a Diventare un Professionista Il calcio (noto come soccer nei Paesi d’oltreoceano[1]) è uno degli sport più famosi al mondo. I tifosi adorano guardare quello che i campioni sanno fare con la palla tra i piedi. Se vuoi diventare un calciatore professionista, dovrai avere un rapporto speciale con il pallone e dovrai passare gran parte del tempo a giocare. La passione per il gioco è la cosa più importante quando si vuole diventare un calciatore professionista, ma non è sufficiente: ci sono molti sacrifici da fare e tante sfide da affrontare. Parte 1 di 3: Appassionarsi al Gioco Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 11 Dedicati al calcio anima e corpo. Sarà la passione per il gioco a farti diventare un professionista. La passione ti farà superare i momenti negativi e le sfide che ti si pareranno davanti. Diventare un calciatore professionista deve essere un tuo desiderio personale, non un’imposizione (o magari la realizzazione di un sogno altrui). Diventare un calciatore professionista non è facile. Per farlo bisogna avere una grande passione. Dovrai dedicare tutto te stesso al calcio. Tenere il piede in due staffe non è possibile quando si vuole diventare un professionista, l’obiettivo deve essere uno e uno solo. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 22 Conosci il calcio alla perfezione. Impara più che puoi riguardo al gioco. Leggi dei libri, guarda le partite e i DVD, parla con dei calciatori professionisti. Chiedi a questi ultimi dei suggerimenti tattici e dei consigli su come avere successo nel mondo del calcio. Cerca di capire come hanno fatto i campioni a diventare quello che sono e analizza le loro giocate per comprendere qual è il loro pezzo forte. 3 Dovrai allenarti molto per diventare un buon giocatore, sia mentalmente che fisicamente. 4 Inizia a giocare fin da piccolo. Allenarsi con una squadra non è poi così importante. Gioca a calcio ogni volta che puoi con parenti e amici. Entra a far parte di una squadra giovanile tra i 5 e i 14 anni. 5 Allenati regolarmente. Partecipa il prima possibile ai raduni. Se la tua squadra organizza dei raduni o dei ritiri estivi, vacci: percepirai l’entusiasmo e la competitività degli altri giocatori. Imparerai molto, e in poco tempo. Gioca il prima possibile delle partite ufficiali. Cerca di partecipare a partite e tornei giovanili organizzati a livello scolastico, regionale e nazionale. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 36 Muoviti per gradi. Entra a far parte di una squadra scolastica o locale. L’importante è che la squadra in questione abbia un buon allenatore e che tu possa partecipare regolarmente agli allenamenti. Puoi anche frequentare una scuola calcio. Allenati di anno in anno con le giovanili, poi passa a squadre sempre più competitive e selettive. Passa dalle giovanili agli amatori, e quindi ai semi-professionisti. Procedi gradualmente, giocando di volta in volta assieme a giocatori più esperti.[2] Parte 2 di 3: Affrontare le Sfide Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 141 Allenati duramente e con costanza. Per diventare un vero professionista, è fondamentale concentrarsi sugli allenamenti. Dovrai allenarti quasi ogni giorno, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Dovrai anche conciliare il calcio con lo studio o il lavoro (se ne hai uno part-time). Allenamento e dedizione ti permetteranno di sviluppare le tue capacità e affinare il tuo talento. Se hai un figlio che vorrebbe diventare un professionista, anche la tua dedizione dovrà essere massima. Dovrai portarlo alle partite, comprare l’attrezzatura necessaria, pagare le iscrizioni, parlare con gli allenatori, sostenerlo nei momenti difficili, ecc. Potresti anche decidere di allenare una squadra giovanile. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 42 Sii paziente. Diventare un professionista è un processo graduale, accettalo! Col tempo imparerai molto, migliorerai le tue capacità tecniche e la conoscenza del gioco, conoscerai altri appassionati, ecc. Informati sulla possibilità di partecipare a dei programmi di formazione professionale. Chiedi consiglio al tuo allenatore per avere maggiori informazioni. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 53 Valuta le tue capacità. Dopo aver giocato per un po’, prendi in esame le tue qualità. Valuta qual è il ruolo più adatto alle tue caratteristiche. Non pensare solo a te stesso, valuta in che modo le tue capacità possono essere messe a disposizione della squadra e come i tuoi punti di forza possono influenzare il gioco. Nel tuo ruolo dovrai essere il migliore, perché la concorrenza è davvero tanta. Chiedi al tuo allenatore un’opinione onesta sulle tue qualità e sui tuoi margini di miglioramento. Segui i suoi consigli per progredire e affinare il tuo talento. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 134 Cerca di essere il migliore tra i giocatori della tua categoria. Se non lo sei, pensa a come puoi migliorarti, oppure valuta la possibilità di cambiare ruolo. È in partita che dovrai dimostrare le tue qualità. Offri un rendimento costante, dovrai dare il massimo tutte le settimane, non solamente una volta ogni tanto. Se sarai il migliore in campo tutte le settimane, allora sarai sulla buona strada. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 75 Diventa un buon comunicatore. Il calcio è uno sport di squadra, e saper comunicare con i compagni è fondamentale. Dimostra di essere un buon comunicatore. Esprimiti in modo chiaro e sii educato. Quando sei in campo, evita comportamenti scorretti o fuori dalle righe e metti in evidenza il tuo spirito di squadra. Un giocatore che pensa solo a se stesso e non sa comunicare con gli altri è dannoso per la squadra e non farà molta strada. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 66 Mantieniti in forma. Avere una buona preparazione a livello fisico è fondamentale, nel calcio moderno. Allenati regolarmente e segui una dieta sana. Evita cibi e bevande che possono influire negativamente sulle tue prestazioni, così come l’alcol. Dormi a sufficienza. Impara a evitare gli infortuni (avere una buona tecnica di base è importante, in questo senso), e cura la fase di riscaldamento prima di entrare in campo. Parte 3 di 3: Prepararsi a Diventare un Professionista 1 Allenati individualmente. Se non giochi in una squadra, allenati da solo o con amici e familiari. Cerca di giocare con persone più grandi di te. Proponiti sempre di migliorare le tue doti tecniche e allenati molto col pallone (quello che fai con la palla tra i piedi dovrà riuscirti del tutto naturale) .[3] Lavora sui tuoi punti deboli, cerca di migliorare sotto tutti i punti di vista e impara ad adattarti alle situazioni difficili. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 82 Sii forte dal punto di vista mentale. Nella vita di un calciatore professionista non ci sono certezze: il rischio di infortunarsi è sempre dietro l’angolo, i contratti sono a breve termine e la carriera finisce relativamente presto. Tutto questo è mentalmente sfiancante e può creare profonde incertezze. [4] Se si arriva ad alti livelli, la pressione dei media può diventare insostenibile. Questi fattori possono influire negativamente su un giocatore di calcio e portarlo addirittura alla depressione. Se senti di non poter reggere la pressione, rivolgiti a un buono psicologo dello sport per imparare delle tecniche che ti aiutino ad affrontare le situazioni più difficili. Ricorda che è molto meglio parlare con una persona fidata che sopprimere le proprie angosce. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 93 Scopri in che modo può aiutarti la tua squadra. La tua squadra potrebbe essere affiliata a una squadra professionistica e proporti per dei provini.[5]. Partecipa ai provini più importanti: sfrutta queste occasioni per conoscere nuove persone, scambiare opinioni e ricevere consigli. Informati se la tua squadra invita degli osservatori a visionare le partite. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 104 Sii consapevole di cosa valuta un osservatore. Un osservatore può presentarsi in ogni momento per farsi un’idea della tua squadra. Il suo scopo sarà di valutare non solo gli aspetti tecnici, ma anche l’atteggiamento di ogni giocatore. Valuterà il “personaggio”, oltre al talento.[6] Per fare una buona impressione, fai emergere il tuo spirito di squadra aiutando i compagni in ogni occasione. Dimostrati ambizioso e sii competitivo senza essere sleale. Dovrai dimostrare di saper mantenere la calma e rimanere concentrato anche sotto pressione. Dai sempre il massimo, non puoi mai sapere chi siede in tribuna. Immagine titolata Become a Professional Soccer Player Step 115 Sii pronto ad affrontare eventuali trasferimenti. Le squadre e gli agenti si aspettano che tu sia pronto ad assecondare i loro voleri. È possibile che ti chiedano di trasferirti e di mettere in secondo piano la tua vita privata, con tutte le conseguenze che un trasferimento comporta. Sii preparato a una richiesta del genere e rimani concentrato sul calcio. Prima di trasferirti considera: quanto giocherai, se conosci la lingua del Paese di destinazione, se la paga è adeguata, se la squadra in cui giocherai ha una buona reputazione, quali saranno le cure mediche in caso di infortunio.[7] Consigli Non avere paura di nulla. Non lasciare che i pensieri negativi influiscano sul tuo modo di giocare, dribbla e calcia come se stessi giocando con un amico (e volessi batterlo, ovviamente). Cerca di migliorarti dove sei debole, anche in campo. Passa e calcia di sinistro, se sei destro (o viceversa, se sei mancino). Essere mancini è un grande vantaggio, perché risulta più difficile per gli avversari contrastarti. Non arrenderti mai. Spesso le valutazioni sono soggettive, un certo allenatore potrebbe non ritenerti all’altezza, mentre un altro potrebbe pensare che sei un eccellente giocatore. Forse ti serve solo un allenatore che creda in te. Durante il gioco, rimani concentrato e pensa solamente al calcio. Per pensare ad altro e discutere di altre cose, ci sono altri momenti. In rete esistono dei database di giocatori dove è possibile registrarsi. Registrandoti su un sito del genere, potrai far sì che gli addetti ai lavori si mettano in contatto con te. Usa un motore di ricerca e digita \"online football recruiting\". Condividi le tue speranze e la tua passione con famiglia e amici: ti aiuterà ad allenarti meglio. Se sei giovane, gli osservatori vorranno incontrare la tua famiglia per farsi un’idea dell’ambiente in cui sei cresciuto. Se il calcio è la tua grande passione, diventa un professionista. Tutto è possibile nella vita. Non farti condizionare troppo dal fatto di aver iniziato tardi: molti atleti professionisti cominciano a dedicarsi allo sport che amano solamente alle superiori. La cosa più importante è non arrendersi mai. Dedicati anima e corpo alla causa alla quale ti sei votato. Lavorare con impegno dà sempre i suoi frutti. Se credi fermamente in quello che fai, raggiungerai risultati incredibili. Perché i sogni si realizzino, è necessario impegnarsi seriamente nella vita di tutti i giorni. Non arrenderti mai! Avvertenze Stai lontano da alcool e droga, creeranno dipendenza e peggioreranno inevitabilmente le tue prestazioni. Gli infortuni sono una realtà da tenere in considerazione per ogni sportivo. Fai del tuo meglio per evitarli, ma impara anche ad accettarli. Stipula delle assicurazioni adeguate e sappi che gli avversari non andranno troppo per il sottile quando si tratterà di contrastarti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_italiano_di_calcio_femminile Procuratore Sportivo Sundas Il campionato italiano di calcio femminile è un torneo dilettantistico del gioco del calcio istituito dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio nel 1986, anche se esisteva un campionato già nel 1968. Il campionato è costituito da una serie maggiore (o prima divisione) detta Serie A e da altre serie a carattere nazionale (la Serie B, più altre due categorie a livello regionale (C e D). Ogni squadra affronta tutte le altre compagini del raggruppamento di appartenenza due volte, una presso il proprio campo (partita in casa), una presso il campo avverso (partita in trasferta) con uno svolgimento che è detto Girone all\'italiana. Si assegnano tre punti alla squadra che vince una partita (soltanto due fino al 1994), un punto a ciascuna squadra in caso di pareggio e zero alla squadra sconfitta. Fu organizzato da due federazioni sino al 1973. Fino al 1985 si disputava a cadenza annuale, dalla stagione 1985-86[1] è a cadenza biennale. A questo campionato sono naturalmente legate grandi campionesse del football italiano come Carolina Morace, top-scorer della nazionale femminile e, a tutt\'oggi, unica calciatrice ad aver allenato una squadra di club maschile di calcio, la Viterbese. Indice [nascondi] 1 La storia del campionato femminile di calcio in Italia 2 I campionati nazionali 3 I campionati regionali 4 Note 5 Bibliografia 6 Voci correlate 7 Collegamenti esterni La storia del campionato femminile di calcio in Italia[modifica | modifica wikitesto] Nel febbraio del 1933 a Milano in Via Stoppani 12 prese vita il Gruppo Femminile Calcistico, primo club di calcio femminile organizzato; le ragazze scendevano nel rettangolo da gioco indossando delle sottane. Ma l\'attività durò solo circa 9 mesi perché, dopo l\'entusiasmo dato dall\'uscita della notizia sul Calcio Illustrato[2] che pubblicò una pagina intera con le foto delle ragazze milanesi, in diverse città sorsero altre squadre di ragazze. Il C.O.N.I.[3], per evitare che il \"fenomeno\" prendesse piede, impedì alle donne la possibilità di giocare non solo dei tornei ma soprattutto le singole gare, dirottando le calciatrici in vari sport atletici. Nel 1946 nascono a Trieste due squadre: la Triestina e il San Giusto. Quattro anni dopo a Napoli diverse società del panorama calcistico nazionale danno vita all\'Associazione Italiana Calcio Femminile. Si va avanti fino al 1959, quando viene sciolta l\'A.I.C.F., ma nonostante ciò si continua a giocare senza un campionato ufficiale. Nel 1965, a Milano, Valeria Rocchi, fonda due squadre con il sostegno del presidente dell\'Internazionale, Angelo Moratti. All\'Arena di Milano nel quadro del quarto torneo Inter Club-Pepsi Cola si gioca Bologna-Inter. Belle ragazze, sia in una squadra che nell\'altra. Tutte le ragazze in campo sono in realtà milanesi dai 14 ai 17 anni. Allenatrice di entrambe le formazioni e arbitro, Valeria Rocchi. Le fasi di gioco sono interessanti. La stampa esulta e moltiplica gli articoli elogiosi. \"C\'era una biondina che faceva degli slalom come Mazzola. Interrogata ha detto di seguire spesso le partite e di essere un\'ammiratrice di Sandrino\". Al pubblico piace lo spettacolo che riscuote un successo inatteso e si comincia a prevedere uno sviluppo delle \"donne calciatrici\". Queste partite hanno valore di sondaggio nel senso che il Centro InterClub vuole accertare il comportamento delle ragazze calciatrici e le reazioni del pubblico per appagare le istanze di molte ragazze rivolte ad un sempre più intenso sviluppo del calcio femminile. Se prima dell\'incontro, erano già pervenute al Centro Interclub oltre tremila lettere invocanti la creazione di squadre femminili con relativi campionati regolari, dopo il vivo successo del IV torneo Inter Club Pepsi Cola, moltissime ragazze in tutta Italia manifestano l\'intenzione di dedicarsi a questo sport e sorge il Centro Coordinamento Calcio femminile con sede in via san Calocero, 3. Negli stessi giorni la signora Alba Campominosi Mignone fa pubblicare sulla rivista Amica un annuncio per cercare ragazze appassionate di calcio. Viene sommersa dalle risposte e può fondare il Genova. Nel 1968 nasce la Federazione Italiana Calcio Femminile (detta anche la Federazione di Viareggio perché a capo del comitato promotore è il viareggino Mazzoni): viene disputato il campionato italiano a due gironi da cinque squadre e nella finale di Pisa viene assegnato il primo scudetto alla formazione dell\'Associazione Calcio Femminile Genova, che ha avuto la meglio sulla Roma. Questa situazione di stabilità dura solo due anni, infatti il 31 gennaio 1970 dieci società decidono di abbandonare la F.I.C.F. e firmano l\'atto costitutivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio Femminile (F.F.I.G.C.) con Presidente l\'avvocato Giovanni Trabucco. La stagione successiva Trabucco rinuncia a ricandidarsi alla Presidenza a favore del maestro Aleandro Franchi. Trabucco prese nello stesso anno i primi contatti con la F.I.G.C. chiedendo il riconoscimento quale entità sportiva ormai pronta all\'ingresso nel C.O.N.I.. La Federcalcio, nominata una Commissione di Studio con a capo il Dottor Franco Bettinelli di Milano (presidente dal 1962 del Settore Giovanile Scolastico FIGC), dette parere sfavorevole respingendo ogni richiesta di Trabucco. Nel 1972 avviene la fusione delle due federazioni sotto il nome di Federazione Femminile Italiana Unificata Autonoma Giuoco Calcio ma un gruppo di circa 15 società dissidenti con Presidente Paolo Savini ricostituisce la Federazione di Viareggio (ex F.I.C.F.) con la nuova denominazione F.I.G.C.F., federazione che, malgrado alcune defezioni, riesce a riorganizzare un piccolo \"campionato italiano\" composto da società provenienti solo dalle regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, e Toscana. Questa ulteriore scissione si ricompone la stagione successiva con l\'ingresso delle ultime dissidenti nella Federazione Unificata che, perdendo durante l\'Assemblea Straordinaria di gennaio 1973 il termine Autonoma, si trasforma in Federazione Femminile Italiana Unificata Giuoco Calcio (F.F.I.U.G.C.). Dopo solo 2 stagioni la sigla cambia ulteriormente: durante l\'Assemblea Straordinaria di Bologna del 16 febbraio 1975 diventa Federazione Italiana Giuoco Calcio Femminile (F.I.G.C.F.), preludio dell\'ingresso nella F.I.G.C. che avverrà nel 1986. Con la prima unificazione delle 2 Federazioni nel 1972, viene indetto un campionato di qualificazione a 45 squadre suddiviso in quattro gironi, primo passo per una graduale definizione della scala di valori che nel 1973 avrebbe trasformato la Serie B, unico livello regionale, in campionato nazionale a cui viene, nei primi 3 anni, attribuito il nome di Serie A Interregionale. La F.F.I.G.C. cresce vertiginosamente nel suo isolamento nei confronti della F.I.G.C., isolamento che comporta anche molti vantaggi in fatto di agevolazioni per le trasferte e i pernottamenti, agevolazioni che la Federcalcio non potrebbe concederle. Inaugurata una Serie C a carattere interregionale, nel 1983 vengono poste le basi per lo sviluppo delle categorie giovanili costituendo nel 1979 il campionato delle esordienti in ambito regionale (che nel 1982 viene trasformato in Serie D). Ma è soltanto nel 1986 che il calcio femminile perde la sua autonomia ed entra nei ranghi della F.I.G.C.. Inserita in ambito Lega Nazionale Dilettanti, a partire dalla stagione 1986-1987 vengono costituite varie commissioni per studiare norme ad hoc per lo sviluppo del calcio femminile e nel 1989 viene nominato il primo presidente Maurizio Foroni. Il 1º maggio 1997 le società di Serie A e B nominano quale presidente della Divisione Calcio Femminile la signora Natalina Ceraso Levati. L\'attività a carattere nazionale si articola così: Serie A con 16 squadre partecipanti e girone unico; Serie B divisa in tre gironi da 14 squadre. Viene istituita la Supercoppa da disputarsi fra la vincente la Coppa Italia ed il campionato di Serie A. Proseguendo nell\'opera di sviluppo, nel 1998, le società partecipanti alla Serie B vengono suddivise in 4 gironi di 12 squadre con play-off finali per individuare le tre vincenti che accederanno alla Serie A. Viene poi istituito il torneo Under 14 per rappresentative regionali con atlete partecipanti ai tornei pulcini, esordienti, giovani calciatrici per incrementare il numero delle praticanti. Nell\'assemblea federale del 2009 Giancarlo Padovan è stato eletto Presidente della Divisione Calcio Femminile. I campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto] La Serie A è un torneo che si svolge tra 16 squadre dal campionato Serie A 2012-2013. La squadra che ottiene il maggior numero di punti nella Serie A si aggiudica il titolo di campione d\'Italia, denominato e contraddistinto da un apposito scudetto ed acquista il diritto di partecipazione alla UEFA Women\'s Champions League. La squadra classificata al 2º posto conquista un posto nella griglia della UEFA Women\'s Champions League. Retrocedono in serie B sei squadre. La Serie B dalla stagione 2013-2014 è diventata la seconda serie, data la rinomina della Serie A2 appunto in Serie B. Partecipano 53 squadre suddivise in 4 gironi (14 squadre nei gironi A e B, 13 squadre nel girone C e 12 nel girone D). Le vincitrici dei quattro gironi passano alla categoria superiore (serie A). Le ultime otto squadre, due per girone retrocedono direttamente in Serie C. I campionati regionali[modifica | modifica wikitesto] La restante struttura del campionato di calcio italiano si articola in ulteriori due livelli a cui possono giocare le squadre a vario titolo con differenti organizzazioni, oneri, doveri, regole e casi particolari. Le prime di ciascuna serie sono promosse a quella superiore. Entrambi i campionati sono organizzati dai comitati regionali della FIGC: Serie C Serie D A partire dai primi anni del 2000 i Comitati Regionali hanno gradualmente, a richiesta delle squadre affiliate, introdotto dei campionati femminili in ambito Settore Giovanile Regionale sia per squadre a 11 giocatrici che a livello indoor in ambito calcio a 5. Note[modifica | modifica wikitesto] ^ Il campionato 1985 era iniziato il 2 febbraio 1985 e terminato il 27 luglio 1985 mentre la Coppa Italia (fase finale) riprendeva dopo la fine delle vacanze estive e aveva normalmente termine entro le prime due domeniche ottobre a causa dell\'inizio dei campionati maschili. Il campionato successivo fu effettivamente bi-annuale perché, iniziato il 9 novembre 1985, fu portato a termine il 14 giugno 1986. ^ Calcio Illustrato: numero 13 del 29 marzo 1933, Biblioteca nazionale braidense a Milano e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. ^ In prima pagina sul Littoriale del 22 novembre 1933. Bibliografia[modifica | modifica wikitesto] Rassegna del Calcio Femminile di Lino Coppola (aprile 1973) - Moscardi Editore, Pontecagnano (SA); Storia del Calcio Femminile (1968-1973) di Bruno Migliardi (Roma, 1974) - Stab. Tipolitografico Edigraf - Roma; Annuario del Calcio Femminile di Luca Barboni e Gabriele Cecchi, vari editori - 5 edizioni, dal 1998-99 al 2002-03. 1959/2009 F.I.G.C. Lega Nazionale Dilettanti 50 anni giocati bene edito dalla Moruzzi\'s Group di Bologna (Roma, 30 novembre 2009). Voci correlate[modifica | modifica wikitesto] Calcio femminile Federazione Italiana Giuoco Calcio Lega Nazionale Dilettanti Coppa Italia di calcio femminile Supercoppa italiana di calcio femminile Serie A di calcio femminile Serie A2 di calcio femminile Serie B di calcio femminile Campionato Primavera (calcio femminile) Calcio a 5 Settore Giovanile e Scolastico FIGC Delegazioni Provinciali e Distrettuali FIGC Evoluzione del campionato italiano di calcio